QUANTA….“POSITIVITA’”

Novembre 15, 2020

Sabato 14 novembre 2020.

Forse troppa. Infatti, in generale (non solo nel mondo del calcio), essere positivi oggi non è proprio il massimo…anzi. Giocatori, allenatori, membri dello staff, il virus non guarda in faccia a nessuno. In serie A come in serie B, in Lega Pro come nel calcio dilettante i casi di positività al Covid sono tanti, troppi. Le contromisure prese sono ugualmente tante: bolle anti-Covid, aumento del numero di tamponi, diversi laboratori di diagnostica, allenamenti individuali e quant’altro. Ma tutto ciò basterà per arginare il mare (“io vorrei…non vorrei…ma se vuoi” cantava il grande Lucio Battisti)?

E non da ultimo il pubblico. Prima 1000 autorizzati ad entrare allo stadio, poi una percentuale da stabilire di volta in volta, oggi…di nuovo chiusi. Diciamoci comunque una piccola verità: andare allo stadio a queste condizioni per chi viveva la partita già dal lunedì precedente non aveva senso. Stare seduti su un seggiolino da soli, con la mascherina ben posizionata che già fai fatica respirare, a un chilometro di distanza da un altro essere vivente…insomma forse (per alcuni) è meglio la diretta tv. 

Personalmente io sono sempre favorevole al “live”, quindi stadio tutta la vita. Però capisco e comprendo che per alcuni possa essere non gratificante assistere ad una partita ai giorni nostri.

Comunque si è richiuso tutto, quindi…tiriamo innanzi.

Tornando all’aumento dei casi di positività nel mondo del calcio, qualcuno potrebbe ipotizzare che l’aumento degli spostamenti dei calciatori per rispondere alla chiamata in nazionale abbia contribuito ad aumentare la curva dei contagi tra i calciatori stessi e tra gli addetti ai lavori. E’ una ipotesi neanche tanto remota. Magari sarebbe stato meglio far disputare solo i match validi per le qualificazioni annullando tutte le amichevoli. Sono tutte opinioni personali, però una maggiore  prevenzione (alla luce dei sacrifici richiesti agli italiani in questo momento) sarebbe stata gradita.