E’ TUTTO…UN PROTOCOLLO

Maggio 11, 2020

11 maggio 2020

Se qualcuno mi avesse chiesto, tempo fa, di immaginare ritiri, sedute di allenamento e partite delle squadre di calcio del nostro campionato vincolati a protocolli straordinari da rispettare, avrei risposto: “Tu stai vaneggiando. Il calcio, e tutto ciò che gravita intorno, è bello proprio per la sua spontaneità, aggregazione, contatti, incontri e molto altro”.

Invece, da ora in poi e non si sa per quanto tempo ancora, ci si allenerà e, soprattutto, si giocherà seguendo un (rigido) protocollo.

Già. Protocollo. Mai come in questo periodo stiamo leggendo (calcisticamente parlando) in ogni angolo questo termine. In parole semplici, questo insieme di accordi e procedure avrebbe dovuto dettare una linea comune da seguire da qui in avanti. Una linea da rispettare e far rispettare, con un solo obiettivo: ripartire al più presto.

Ovviamente, il primo problema che si presentava appena uscito era quello di ottenere in tempi brevi una validazione dalla Federmedici o dal Comitato Tecnico-Scientifico del Governo.

Diciamolo chiaramente, nella analisi della prima versione, molti medici avevano espresso alcune perplessità in particolare sui comportamenti da adottare nel caso di una positività “in corsa” di un calciatore o di un membro dello staff. E infatti, nella sua stesura iniziale, purtroppo questo protocollo FIGC non è stato ritenuto sufficiente dal Comitato Tecnico-Scientifico del Governo.

Rischiamo di ritornare (quasi) al punto iniziale. Non a caso qualcuno aveva osato pronunciare  la battuta. “Sembra il Gioco dell’Oca”. L’unica, ma importante, differenza, è che almeno dal 4 maggio l’allenamento individuale è consentito. Per il resto la navigazione è molto incerta.